Quando operare la colonna e quando no: le domande giuste prima del bisturi

L'intervento non si decide sulla risonanza
La decisione chirurgica nasce dall'incontro tra tre elementi: i sintomi che hai adesso, l'esame neurologico e solo per ultima l'immagine radiologica. Molte ernie visibili in risonanza non danno alcun dolore, e molte persone con un'immagine impressionante camminano bene. Operare un'immagine, e non un paziente, è il modo più frequente di restare con dolore anche dopo l'intervento.
Quando l'intervento è indicato o urgente
Perdita di forza progressiva (piede cadente, difficoltà a salire le scale) o deficit motorio che peggiora nei giorni.
Disturbi del controllo di urina o feci e anestesia della regione perineale: è un'urgenza chirurgica, si va in ospedale subito.
Dolore radicolare severo che non risponde a nessuna terapia dopo 6-8 settimane di trattamento corretto.
Stenosi lombare che riduce l'autonomia di cammino a poche decine di metri, con qualità di vita compromessa.
Quando conviene aspettare e trattare
Dolore alla gamba senza deficit di forza: molte ernie, comprese quelle espulse, si riassorbono spontaneamente in settimane o mesi.
Mal di schiena senza irradiazione: l'intervento sul disco non è la risposta al dolore lombare puro.
Immagine con più livelli alterati e dolore che non corrisponde al livello sospetto: prima serve capire quale struttura genera il dolore, con blocchi diagnostici selettivi.
La via intermedia: le procedure percutanee
Tra il farmaco e la sala operatoria esiste l'algologia interventistica: infiltrazioni peridurali e transforaminali ecoguidate o radioguidate, radiofrequenza delle faccette, nucleoplastica per l'ernia contenuta, lisi delle aderenze epidurali nella stenosi e nel paziente già operato. Si eseguono in ambulatorio o in day hospital, senza tagli e senza anestesia generale, e non precludono un intervento futuro.
Le cinque domande da fare al medico
Quale struttura, esattamente, sta generando il mio dolore?
Qual è l'obiettivo dell'intervento: togliere il dolore o evitare un danno?
Cosa succede se aspetto tre mesi e faccio un trattamento antalgico?
Esiste una procedura percutanea indicata nel mio caso?
Quale probabilità di miglioramento è ragionevole aspettarsi per me?
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Dr Giuseppe Strano
Riferimenti bibliografici
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