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Protesi al ginocchio: quando serve e cosa provare prima

Protesi al ginocchio: quando serve e cosa provare prima
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In breve

Gonartrosi avanzata: per orientarsi contano sede del dolore, durata, sintomi associati e risposta alle cure già provate. PainChat AI aiuta a mettere ordine nel racconto e a capire se serve una valutazione antalgica, senza sostituire la visita medica.

«Il ginocchio è da cambiare» è una frase che arriva spesso dopo una radiografia, non dopo un percorso. La protesi è un intervento efficace, ma la decisione dipende da quanto il dolore limita la tua vita, non dal grado di artrosi scritto nel referto.

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Quando la protesi è la scelta giusta

Quando il dolore è presente anche a riposo e di notte, il cammino si è ridotto a poche centinaia di metri, la gamba si sta deformando e farmaci, riabilitazione e infiltrazioni non danno più risultato. In quelle condizioni l'intervento restituisce funzione e qualità di vita, e rinviarlo troppo peggiora la muscolatura e il recupero.

Perché la radiografia non decide

Esistono ginocchia con artrosi di grado avanzato che camminano bene e ginocchia con artrosi moderata che fanno molto male. Il referto descrive la cartilagine in un istante; il dolore nasce anche dall'infiammazione della sinovia, dai tendini intorno, dalla debolezza del quadricipite e dalla sensibilizzazione del sistema nervoso. Operare un'immagine invece di una persona è il modo più sicuro di restare delusi.

Cosa ha senso provare prima

Rinforzo del quadricipite e calo di peso sono gli interventi con le prove di efficacia più solide e vanno fatti comunque, anche in vista dell'intervento. Poi: infiltrazione ecoguidata di acido ialuronico, cortisone nelle fasi calde e gonfie, aspirazione del versamento, radiofrequenza dei nervi genicolati quando il dolore resiste. Questo percorso non è tempo perso: chi arriva alla protesi con un muscolo migliore recupera meglio.

Se il dolore resta dopo la protesi

In una parte dei pazienti operati il dolore continua pur con protesi ben posizionata. Non è normale rassegnarsi: si valutano la componente neuropatica delle cicatrici, i punti dolorosi periarticolari, la rigidità e la radiofrequenza dei genicolati. È una delle situazioni in cui la terapia del dolore fa la differenza.

Riferimenti bibliografici

Linee guida internazionali e revisioni sistematiche pubblicate su riviste indicizzate su MEDLINE/PubMed con Impact Factor riconosciuto. Selezione a cura del Dott. Giuseppe Strano.

  1. 1. Bannuru RR, Osani MC, Vaysbrot EE, et al. OARSI guidelines for the non-surgical management of knee, hip, and polyarticular osteoarthritis. Osteoarthritis and Cartilage. 2019;27(11):1578-1589.Apri su PubMed →
  2. 2. Bailey CS, Rasoulinejad P, Taylor D, et al. Surgery versus conservative care for persistent sciatica lasting 4 to 12 months. New England Journal of Medicine. 2020;382(12):1093-1102.Apri su PubMed →
  3. 3. Soneji N, Peng PWH. Ultrasound-guided pain interventions: a review of techniques for peripheral nerves. The Korean Journal of Pain. 2013;26(2):111-124.Apri su PubMed →
  4. 4. Finnerup NB, Attal N, Haroutounian S, et al. Pharmacotherapy for neuropathic pain in adults: a systematic review and meta-analysis. The Lancet Neurology. 2015;14(2):162-173.Apri su PubMed →
  5. 5. Treede RD, Rief W, Barke A, et al. Chronic pain as a symptom or a disease: the IASP classification of chronic pain for ICD-11. Pain. 2019;160(1):19-27.Apri su PubMed →

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