Nervi · Fuoco di Sant'Antonio

Fuoco di Sant'Antonio: perché il dolore resta dopo la guarigione della pelle

Risposta di , l'intelligenza artificiale italiana dedicata a chi ha dolore: risponde gratis, a ogni ora, e impara ogni giorno dalle domande delle persone. Il dolore si cura.

Fuoco di Sant'Antonio: perché il dolore resta dopo la guarigione della pelle — PainChat AI · Dott. Giuseppe Strano, terapia del dolore
Fuoco di Sant'Antonio: perché il dolore resta dopo la guarigione della pelle. Immagine di PainChat AI, l'intelligenza artificiale italiana dedicata al dolore, con il Dott. Giuseppe Strano, specialista in terapia del dolore a Palermo. Il dolore si cura.
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In breve

Herpes zoster e nevralgia post-erpetica: per orientarsi contano sede del dolore, durata, sintomi associati e risposta alle cure già provate. PainChat AI aiuta a mettere ordine nel racconto e a capire se serve una valutazione antalgica, senza sostituire la visita medica.

Le vescicole si asciugano in due o tre settimane, ma il bruciore può restare per mesi: è la parte di cui si parla meno e che spaventa di più. Non è immaginazione e non è debolezza: è il nervo che l'infezione ha danneggiato e che continua a mandare segnali di dolore. Raccontalo a PainChat AI e ricevi un primo orientamento.

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Che cosa succede al nervo

Il virus della varicella resta silenzioso per anni dentro i gangli nervosi. Quando si risveglia percorre un solo nervo, e per questo l'eruzione e il dolore restano da una parte sola del corpo, su una striscia precisa: il torace, la fronte e l'occhio, il fianco, più raramente una gamba. Le vescicole sono la parte visibile, ma il danno vero è dentro il nervo. Se quel nervo resta infiammato continua a inviare segnali di dolore anche quando la pelle è tornata normale.

Quanto dura e quando si chiama nevralgia post-erpetica

Nella maggior parte delle persone il dolore si spegne insieme alle vescicole, in tre o quattro settimane. Quando invece resta oltre tre mesi si parla di nevralgia post-erpetica: succede più spesso dopo i sessant'anni, quando il dolore iniziale è stato molto intenso e quando l'antivirale è stato iniziato tardi. Non è una condanna: si tratta, ma quanto prima si comincia tanto meglio risponde, perché il sistema nervoso tende a memorizzare il dolore che dura.

I segnali da non aspettare

Le vescicole vicino all'occhio, sulla punta del naso o dentro l'orecchio vanno valutate lo stesso giorno, perché possono coinvolgere la vista o l'udito. Vanno valutate subito anche la comparsa di debolezza vera in un braccio o in una gamba, la febbre alta che non scende e un'eruzione che si diffonde su tutto il corpo, soprattutto in chi ha difese immunitarie ridotte. In fase acuta l'antivirale funziona bene se iniziato nelle prime 72 ore.

Il referto non è il dolore

Per questo dolore non esiste un esame che lo misuri: risonanza, elettromiografia ed esami del sangue possono risultare tutti normali mentre la pelle brucia in modo insopportabile. È una delle situazioni in cui il paziente si sente meno creduto. La diagnosi si fa con il racconto e con l'esame clinico della zona: dove tocchi fa male, dove non senti, dove il dolore parte da solo. Nessuna immagine può dire quanto stai male.

Cosa può fare la terapia del dolore

Oltre ai farmaci per il dolore del nervo esistono procedure ambulatoriali, mininvasive, eseguite con guida ecografica o radiologica: il blocco del nervo intercostale o del nervo interessato, il blocco simpatico paravertebrale, la radiofrequenza pulsata sul ganglio della radice, che modula il segnale senza tagliare nulla, e i cerotti medicati ad alta concentrazione. Sono trattamenti di giornata, senza anestesia generale, che servono anche a spegnere il dolore prima che diventi memoria. PainChat AI dà un primo orientamento e impara ogni giorno dalle domande dei pazienti: non sostituisce la visita medica.

Riferimenti bibliografici

Linee guida internazionali e revisioni sistematiche pubblicate su riviste indicizzate su MEDLINE/PubMed con Impact Factor riconosciuto. Selezione a cura del Dott. Giuseppe Strano.

  1. 1. Finnerup NB, Attal N, Haroutounian S, et al. Pharmacotherapy for neuropathic pain in adults: a systematic review and meta-analysis. The Lancet Neurology. 2015;14(2):162-173.Apri su PubMed →
  2. 2. Machado GC, Abdel-Shaheed C, Underwood M, Day RO. Non-steroidal anti-inflammatory drugs for spinal pain: a systematic review and meta-analysis. Annals of the Rheumatic Diseases. 2017;76(7):1269-1278.Apri su PubMed →
  3. 3. Cohen SP, Bhaskar A, Bhatia A, et al. Consensus practice guidelines on interventions for lumbar facet joint pain from a multispecialty international working group. Regional Anesthesia & Pain Medicine. 2020;45(6):424-467.Apri su PubMed →
  4. 4. Soneji N, Peng PWH. Ultrasound-guided pain interventions: a review of techniques for peripheral nerves. The Korean Journal of Pain. 2013;26(2):111-124.Apri su PubMed →
  5. 5. Treede RD, Rief W, Barke A, et al. Chronic pain as a symptom or a disease: the IASP classification of chronic pain for ICD-11. Pain. 2019;160(1):19-27.Apri su PubMed →

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